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Carte revolving: tassi ai limiti dell'usura!
Sulla scia del governo americano (vedi caso Goldman Sachs), anche in Europa e in Italia gli organi pubblici di controllo del mercato finanziario sembrano risvegliarsi da un lungo sonno. Nei giorni passati, Banca d'Italia ha aperto un'inchiesta su diversi istituti di credito per non aver rispettato la legge in materia di finanziamenti. In particolare, alcune concessionarie sono state messe sotto accusa per i tassi troppo elevati applicati nell'erogazione di crediti mediante carte revolving. A differenza delle normali carte di credito, le carte revolving sono molto più facili da ottenere e permettono di accedere a crediti anche elevati senza che venga richiesta nessuna particolare garanzia. Utilizzando un'apparentemente innocua carta di questo tipo, molti consumatori si sarebbero indebitati fino al collo, incapaci di coprire con l'intero stipendio anche solo gli interessi passivi del prestito contratto. In molti casi si tratterà anche di consumatori poco responsabili, senz'altro. Ma è pure vero che alcune banche tendono a non fornire ai clienti tutte le informazioni necessarie al momento di proporgli certi tipi di prodotti finanziari. O, se lo fanno, tendono ad assumere un linguaggio oscuro e poco comprensibile. Ed è proprio in materia di trasparenza e comparabilità che si muovono le direttive della Banca d'Italia. L'idea è quella di obbligare gli istituti di credito a fornire ai propri clienti informazioni precise e in un linguaggio facilmente comprensibile, che permetta loro di confrontare tra le offerte disponibili sul mercato e scegliere quella più consona alle proprie esigenze. Nel caso specifico delle carte revolving, inoltre, non si tratterebbe soltanto di una mancanza di trasparenza. Alcune concessionarie di carte di credito sono accusate di aver sforato di gran lunga i limiti imposti dalla normativa in materia, applicando tassi ai limiti dell'usura. (foto © lavocedirobinhood.it) |
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