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Il signoraggio delle banche
La legislatura internazionale prevede attualmente che siano le Banche Centrali a creare moneta, sia contante che scritturale. Creare moneta ha dei costi dovuti alla materia prima, alla manodopera. Tuttavia, il costo maggiore è il materiale di cui è composta la moneta. Tale spesa, sommate a quelle di cui sopra, formano il valore intrinseco della moneta. La moneta però riporta sulla facciata un numero che indica un altro valore: il valore nominale o legale che differisce tantissimo da quello intrinseco. Ad esempio, per stampare una banconota da 5 euro o una da 500 euro, bastano 30 centesimi di euro. Consideriamo anche che tale banconota non è più legata all’oro e non è più ‘convertibile’. In alcuni casi il signoraggio può anche essere negativo, come avveniva per le vecchie monete da 1 lira, la cui coniatura costava quasi 50 volte tanto. In generale, chi crea moneta ( la BCE in Europa o la Federal Reserve negli USA) ha un potere enorme. Ecco perché si parla di "signoraggio". Sottolineamo che sono le banche e non lo stato a creare le monete. Quando lo Stato chiede moneta alla Banca Centrale, paga il costo del valore nominale con titoli e beni del debito pubblico. Quindi, in realtà, chi paga la moneta? I cittadini, sottoscrivendo titoli di Stato. L'espressione "signoraggio" risale ai secoli scorsi, quando i sovrani facevano coniare monete d'oro o argento cui attribuivano un valore nominale superiore a quello del metallo di cui erano fatte. Il signoraggio indicava il guadagno dello Stato che emette la valuta. |
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